Le furie rosse spazzano via l’armata russa
June 27, 2008
In questa partita dal doppio volto, la Spagna nel secondo tempo e’ dilagata proprio come nel match della prima fase ad Innsbruck e ha travolto gli uomini del giramondo Hiddink anche con il medesimo scarto di reti, tre, pur se con un punteggio diverso. Non e’ stato il 3-1 pronosticato alla vigilia dal Premier Zapatero, ma poco ci manca visto che e’ finita 3-0.
Reduce dalla vittoria di ieri sulla Russia, la nazionale iberica si e’ allenata sul terreno di gioco del Franz Horr Stadion, lo stadio dell’Austria Vienna. Il ct delle furie rosse ha diviso la squadra in due gruppi, da una parte i titolari, dall’altra chi non e’ sceso in campo contro i russi.
Non sembrava la Russia dell’1-4 del girone eliminatorio, non sembrava, ma alla fine lo è stata anche se ha giocato certamente con minore dissennatezza tattica, anzi.
Gli spagnoli partono subito forte, nella prima mezzora è un dominio, e le grandi occasioni capitano sui piedi di Fernando Torres e di David Villa. Tuttavia la squadra di Hiddink ha trovato il giusto ritmo e Pavlyuchenko ha tentato il tiro al 31′ sfiorando il palo alla sinistra di Casillas. Il centravanti russo fa valere il fisico imponente, controlla bene la palla ed è pericoloso nel tiro, mentre non si è visto molto Arshavin.
Prima del 45esimo arriva l’infortunio di David Villa, una botta che lo costringe ad uscire e mette a rischio la sua presenza in finale. L’attaccante, costretto ieri ad abbandonare il campo nel primo tempo per un infortunio muscolare, non sara’ in campo contro la Germania.
In questa partita dal doppio volto, la Spagna nel secondo tempo e’ dilagata proprio come nel match della prima fase ad Innsbruck e ha travolto gli uomini del giramondo Hiddink. Una percussione di Iniesta sulla sinistra al 51′ ha consentito al centrocampista di servire al centro lo smarcatissimo Xavi che di prima ha insaccato col piattone destro.
Fabregas in campo pre Villa, gioca, non si spaventa e illumina la Spagna del 2-0 e 3-0. Cinquanta partite in media a testa, o quasi per gli spagnoli; meno per i russi, più freschi. Ma non è bastato: dopo lo 0-1 sono quasi spariti. Due partite e sette gol subiti dai russi. In due gare gli spagnoli rifilano sette gol a Hiddink e mandano un avvertimento alla Germania, che si troverà davanti le “Furie Rosse” in una finale inedita. Si interrompe il sogno dei tifosi russi arrivati a Vienna con tutti i mezzi.
RUSSIA (4-4-2): Akinfeev; Anyukov, Berezutski, Ignashevich, Zhirkov; Zyryanov, Semak, Semshov (dal 56′ Bilyaletdinov), Saenko (dal 57′ Sychev); Pavlyuchenko, Arshavin.
Ct: Guus Hiddink.
SPAGNA (4-4-2): Casillas; Sergio Ramos, Marchena, Puyol, Capdevila; Iniesta, Senna, Xavi Hernandez (dal 69′ Xabi Alonso), Silva; Villa (dal 34′ Fabregas), Torres (dal 69′ Guiza).
Ct: Luis Aragones.
Arbitro: Frank De Bleeckere (Belgio).
Marcatori: 50′ Xavi/S, 73′ Guiza/S, 82′ Silva/S.
Ammoniti: 56′ Zhirkov/R, 60′ Bilyaletdinov/R.
Probabili formazioni Russia - Spagna
June 26, 2008
La Russia affrontò la Spagna, lo scorso 10/6, nella partita del girone D. Gli Spagnoli si imposero 4-1. La Russia superò il gruppo D qualificandosi seconda, alle spalle della squadra allenata da Aragonés. Ora questa percezione e` nettamente cambiata, e la semifinale tra Russia e Spagna e` davvero impronosticabile.
La Russia, del resto, si e’ immediatamente ripresa con tre vittorie consecutive contro Grecia, Svezia e Olanda. “La partita contro la Spagna e’ stata la prima esperienza a questo livello per molti giocatori -ha spiegato il tecnico olandese-. Ma dopo ci sono stati notevoli progressi, quasi inattesi, anche per me. Come in occasione della vittoria sull’Olanda”.
Due squadre votate all`attacco e alla corsa, Russia e Spagna, che si presentano all`appuntamento al completo, o quasi. Ma l`unico dubbio che assilla Aragones e` di quelli grossi: Senna, migliore in campo nel match con gli Azzurri, e` in forse. Al suo posto sono pronti Xabi Alonso o Fabregas, due riserve che poi cosi` riserve non sono.
Le probabili formazioni
RUSSIA (4-4-1-1): 1 Afinkeev; 22 Anyukov, 4 Ignashevich, 2 V. Berezutski, 18 Zhirkov; 17 Zyrianov, 11 Semak, 20 Semshov, 15 Bilyaletdinov; 10 Arshavin; 19 Pavlyuchenko. A disp. 12 Gabulov, 16 Malafeev, 14 Shirokov, 5 A. Berezutski, 3 Yanbaev, 13 Ivanov, 21 Sychev, 6 Adamov, 23 Bistrov, 9 Saenko. Ct Hiddink.
SPAGNA (4-4-2): 1 Casillas; 15 Sergio Ramos, 5 Puyol, 4 Marchena, 11 Capdevila; 6 Iniesta, 14 Xabi Alonso, 8 Xavi, 21 Silva; 9 Torres, 7 Villa. A disp. 23 Reina, 13 Palop, 18 Arbeloa, 2 Albiol, 20 Juanito, 3 Navarro, 12 Cazorla, 19 Senna, 22 de la Red, 10 Fabregas, 16 Sergio Garcia, 17 Guiza. Ct Aragones
Arbitro: De Bleeckere (Belgio)
La Turchia dei miracoli beffata nel finale (3 a 2)
June 26, 2008

La squadra di Terim è partita senza timori nonostante le molte assenze e lo dimostra. Al 22’ il meritato vantaggio dei turchi: cross da destra di Sabri e girata al volo di Kazim che centra ancora una volta la traversa, ma sul rimpallo c’è Ugur Boral che insacca, anche grazie a un intervento non impeccabile di Lehmann. I turchi capitolano sull’unica, vera, azione da gol costruita dalla Germania nel primo tempo. 1-1 di Schweinsteiger, autore di un bellissimo esterno destro al volo sull’affondo di Podolski.
Nella ripresa i ritmi sono piu’ bassi, la fatica dei supplementari si fa sentire nelle gambe dei turchi che non pressano piu’ come prima e commettono molti piu’ falli. Al 34′ Klose riporta la Germania in vantaggio con un colpo di testa dopo l’usita a vuoto di Rustu. Ma la Turchia non ci sta e all’86’ pareggia con Senturk che, sul cross dalla destra di Sabri, mette dentro il 2-2 con un tocco in anticipo su Lehmann, sorpreso sul primo palo. Il 2-2 di Senturk fa respirare una boccata di ossigeno e di adrenalina pura all’Imperatore della panchina turca. Manca poco ai tempi supplementari, dove, si sa, può succedere di tutto. Ma l’arma della tenacia, dello sforzo fino all’ultimo respiro per vincere è un’arma tedesca, presa solo a prestito dai turchi, allevati calcisticamente in terra di Germania.
Stavolta la squadra di Terim ha vissuto un finale al contrario, nel senso che invece di segnare nei secondi finali, sferrando il colpo del ko all’avversario, il gol arriva subito. La squadra di Low vince al 90’ con un gol di Lahm e raggiunge la sesta finale europea, dove sfiderà la vincente tra Spagna-Russia. L’11 di Terim torna a casa dopo aver espresso un ottimo calcio.
`Non siate tristi, abbiamo vinto noi` esorta il quotidiano `Hurriyet` che aggiunge `Abbiamo perso contro la Germania ma abbiamo ricevuto gli applausi del mondo`. E` questo il `leit motiv` dei giornali turchi che dedicano tutta la prima pagina, con titoli cubitali e foto giganti, alla partita Turchia-Germania conclusasi 3-2 per i tedeschi.
Note: Difficoltà anche per la diretta tv. Ripetuti black-out hanno fatto continuamente saltare il collegamento per tutta la ripresa. Superlavoro per i volontari Uefa e per i responsabili del media center del Prater di Vienna, sorpresi dal maltempo.
Le pagelle dei protagonisti:
Kazim Kazim 7 Nel nome che porta c’era un monito (neanche tanto) subliminale per la Germania. Primo tempo alla Garrincha (annata 1962, la migliore): traverse, dribbling, un pericolo costante dalle parti di Lehmann. Consumata la cera, nella ripresa, la candela si spegne. Ma che luce, quando brillava.
Lehmann 5,5 “Mondo Kahn”, pensano i tedeschi più nostalgici in occasione del vantaggio turco, quando si appiccica su se stesso come una caramella al sole. Un errore dietro l’altro, nel primo tempo. Più sicuro - diciamo così - nella ripresa.
Ballack 5 Il solito fantasma di quando non ingrana: è successo tante volte quest’anno, anche col Chelsea. Non conosce mezze misure. Per sua fortuna, la Germania sì.
Schweinsteiger 7 E’ l’unico cilindro sano nell’ingolfato motore tedesco. Lotta da guerriero, segna da poeta: se lo vogliono tutti, compresa la Juve, un motivo c’è.
Lahm 7 Un disastro in copertura, un uomo gol (e da gol) in fase offensiva. Apre le porte a ogni invasione turca, poi sforna assist a ripetizione: vincente quello per Klose del 79′. Pochi minuti dopo, la rete che regala la finale alla Germania. E il voto va su.
Klose 6,5 Forse è un letargo pianificato quello che lo tiene incollato alla mediocrità per trequarti di partita. Fa finta di non esserci fino al 79′, quando segna la rete che lo riporta in vita. Insieme alla Germania.
Germania (4-2-3-1): Lehmann 5.5; Friedrich 6, Mertesacker 6, Metzelder 6, Lahm 7; Hitzlsperger, Rolfes 5 (1′ st Frings 6.5); Schweinsteiger 7, Ballack 6.5, Podolski 6.5; Klose 6.5. (12 Enke, 2 Jansen, 4 Fritz, 5 Westermann, 9 Gomez, 10 Neuville, 14 Trochowski, 18 Borowski, 19 Odonkor, 22 Kuranyi, 23 Adler terzo portiere).
All.: Loew 7.
Turchia (4-1-4-1): Rustu 6; Sabri 6.5, Mehmet Topal 6, Gokhan Zan 5.5, Hakan 6; Mehmet Aurelio 6; Kazim Kazim 6.5 (45′ st Tumer Metin s.v.), Hamit Altintop 5.5, Ayhan 6 (36′ st Erdinc s.v.), Boral 6.5 (39′ st Karadeniz s.v.); Semih 6.5. (12 Tolga, 2 Servet, 5 Emre Belozoglu, 13 Gungor).
All.: Terim 6.5.
Arbitro: Busacca (Svizzera) 6



