Euro2012 - 60 milioni per i nuovi stadi
February 9, 2008
Un Comitato ad hoc e 60 milioni di euro per risolvere il problema dell’impiantistica sportiva in Italia. Giovanna Melandri, ministro dello Sport dell’ormai ex Governo Prodi, ha annunciato i provvedimenti per ammodernare gli stadi e i palazzetti del nostro Paese. Evidentemente, la gran parte dei fondi stanziati saranno dirottati sul calcio, anche in virtù di una rinnovata speranza che Euro2012 torni un sogno possibile.
Il modello inglese, quello statunitense o quello spagnolo? Sarebbe bello averne uno nostrano che riuscisse a far sì che il calcio facesse pace con le famiglie e la società e che i tifosi più faziosi e violenti facessero pace con il cervello, ma la fretta, pur essendo necessaria, potrebbe fare la parte canonica della cattiva consigliera. Sì, perché nonostante l’aura di progettualità che le parole del ministro Melandri hanno cercato di trasmettere, l’idea del Comitato è funzionale a un obiettivo a medio termine: subentrare al binomio ucraino-polacco nel caso in cui Euro2012 torni in ballo. Tutto è nato mesi fa, quando si è intuito che laggiù fossero ancora alla fase del reperimento ruspe, che più che una strada impervia verso l’organizzazione del maggior torneo continentale per nazionali si indugiasse ancora in una sorta di ‘caccia al tesoro’. Platini se ne uscì con dubbi piuttosto forti, lasciando intendre di essere già sulla via del pentimento con il cilicio in mano. Così, Pancalli e compagnia hanno cominciato a meditare la vittoria a tavolino, spronando le istituzioni a contemplare un percorso che potesse portare all’ammodernamento richiesto dall’Uefa in tempi ragionevoli. Venti milioni l’anno per tre anni, dal 2007 al 2009, e la creazione del ‘Comitato per l’attuazione del Programma straordinario per l’impiantistica sportiva destinata allo sport professionistico’ (come al solito, nome ‘esoso’ all’italiana): questo quanto deciso dal Ministero.
“Gli impianti attuali non rispondono, nella maggior parte dei casi, alle nuove esigenze dello sport”, ha sottolineato Giovanna Melandri, presentando l’ente presieduto dall’ex commissario straordinario della Figc. Mentre Pancalli ha sintetizzato il programma parlando della necessità che i nuovi stadi “creino introiti” e facendo capire che la risorsa legata all’ipotesi di un ripensamento dell’Uefa riguardo il prossimo Europeo va sfruttata per attuare una riforma strutturale. In attesa di ricevere indicazioni da Platini e compagnia, la nuova vita dello sport (e del calcio in particolare) può già muovere i primi passi, nella speranza che non trovi il solito terreno paludoso della burocrazia italica a rallentarne o arrestarne la corsa.
tgcom


